Badia Polesine

Cenni storici

Negli anni Cinquanta del Novecento il Prof. Ivan Tardivello inizia una raccolta di oggetti, foto e documenti che, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale, nel 1968 viene esposta al pubblico in due piccole stanze del municipio.
Questa prima Raccolta Civica ben presto cresce e nel 1972 la raccolta viene trasferita in uno spazio più grande, sono due stanze della Biblioteca Civica, istituita da poco.
E’ solo nel 1977 che la raccolta iniziata dal prof. Ivan Tardivello prende corpo in una vera e propria istituzione cittadina: il Museo Civico che viene intitolato al badiese Antonio Eugenio Baruffaldi e ospitato nell’ex palazzo Monte dei Pegni, edificio di proprietà del comune situato proprio di fronte allo stesso.
Negli anni la raccolta cresce anche grazie alle diverse donazioni che gli stessi badiesi fanno all’istituzione culturale che è diretta con vera passione e amore dal suo fondatore e curatore, aiutato in questo grande lavoro di allestimento delle varie sezioni, solo ed esclusivamente dall’azione del volontariato di tante persone che si sono impegnate nel far crescere il museo.
Oggi il Baruffaldi occupa i due piani del palazzo ex Monte dei Pegni suddiviso in tredici sezioni tematiche, dispone inoltre di una sala conferenze ( 50 posti) dotata di moderne attrezzature (computer, videoproiettori, ecc.), sala che si trasforma facilmente in aula didattica per accogliere i laboratori che abitualmente vengono organizzati per le scolaresche.
 
Antonio Eugenio Baruffaldi, ( Badia Polesine 1862 – Vicenza 1944)
Il lavoro lo porta ad occupare il posto di impiegato postale a Badia Polesine e successivamente a Padova e a Vicenza, Pur lontano dalla sua amata città natale e dal Polesine, per tutta la vita si dedica con passione alla ricerca storica sulla sua terra d’origine pubblicando diversi scritti.
L’archivio del Museo si è arricchito negli anni Novanta del secolo scorso del fondo Baruffaldi, conservato fino ad allora a Vicenza e donato all’istituzione cittadina dagli eredi. Tra il materiale ricevuto, oltre a diversi volumi appartenuti alla sua biblioteca, interessante e importante è una cospicua raccolta di lettere di studiosi di storia locale con i quali il Baruffaldi era in corrispondenza: Pio Mazzucchi, Jacopo Zennari, Antonio Cappellini e Alessandro Carlo Bellettatto.